“La Samb è una religione che ti entra dentro”: Filippo Baldinini e i suoi ricordi tinti di rossoblù

Due stagioni e mezzo in rossoblù, condite da 80 presenze e 18 gol. Filippo Baldinini è stato l’unico ad aver vinto sia il campionato di Eccellenza nel 2013/14 che la Serie D quest’anno con la maglia della Samb: ora le strade si sono divise, ma il legame con quei colori resterà sempre, come ammesso dallo stesso centrocampista da noi raggiunto telefonicamente.

“Penso che in questi anni sia stato fatto un bel lavoro e c’è grande soddisfazione per aver riportato la Samb tra i professionisti, seppure con un anno di ritardo.  L’estate scorsa si percepiva un’atmosfera diversa, come se mancasse qualcosa, mentre dopo la promozione di questa stagione le sensazioni sono del tutto positive. Peccato solo non poter giocare un altro campionato con la maglia della Samb, ma è andata così…”.

Baldinini a San Benedetto ha lasciato un pezzo di cuore e lui non fa niente per nasconderlo. “A San Benedetto provi delle emozioni uniche, sembra di giocare in ben altre categorie. Tutti vivono per la Samb e questa è una cosa bellissima”. I ricordi sono davvero tanti, uno in particolare. “Non potrò mai dimenticare il gol in casa contro il Campobasso, seguito da un boato impressionante. Per dieci minuti non ho capito piu niente!”.

Nessuna novità invece sul suo futuro. “Personalmente non mi ha ancora contattato nessuno, anche se il mio procuratore sta lavorando per trovare una sistemazione adeguata. La mia priorità sarebbe quella di restare vicino casa, ma deve arrivare la chiamata giusta: a 29 anni non è sicuramente arrivato il momento di tirare i remi in barca. Dopo quasi 3 anni di Samb, però, qualsiasi proposta rischia di non colpirti…”.

Non sono mancati, comunque, i momenti difficili nella sua esperienza in rossoblù. “L’inizio del campionato di Eccellenza non è stato facile, perchè bisognava abituarsi ad un calcio diverso, con la piazza che non era sicuramente felice del momento che si stava passando. Stessa cosa per il finale della scorsa stagione, quando la società aveva ormai rotto il giocattolo. Molti ragazzi erano abbattuti e si percepiva che difficilmente si sarebbe riusciti a tirare fuori qualcosa dai playoff. Tutto questo, però, fa parte del passato: ora il vento è davvero cambiato”.

Chiusura con un saluto speciale. “Auguro il meglio a questa squadra e alla piazza di San Benedetto. La Samb non è solo un club, ma una religione che ti entra dentro”.

In bocca al lupo Filippo… San Benedetto non dimentica.

 

 

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