“Sangue, sudore, lacrime e gioie per la Samb”: Stefano Visi, lu portierò

foto: corriereadriatico.it

198 presenze in maglia rossoblù con tanto di esordio tra i professionisti, il portiere con più presenze nella storia della Samb e tante emozioni vissute con quei colori addosso. Stefano Visi ha lasciato un ricordo unico a San Benedetto e i tifosi non hanno mai smesso di amare “lu portierò”.

La Samb mi ha fatto dimenticare uomoci racconta Visi-, perchè per difendere quella porta devi per forza maturare in fretta. E’ una vita che sono legato a quei colori, visto che sono arrivato a 13 anni per poi fare tutto il settore giovanile con il rossoblù addosso”. Fino all’esordio, datato stagione 89′-90. “Un giorno che non dimenticherò mai, anche se sono troppi i momenti che mi hanno lasciato dentro ricordi da brividi”.

Due invece sono i grandi rimpianti dello storico numero uno rossoblù. Non aver potuto terminare la carriera con la Samb mi ha fatto perdere il sonno, ma purtroppo non è dipeso da me: non mi interessavano contratti o soldi, volevo solo poter dire grazie. Per non parlare di quando me ne sono andato sotto la gestione Venturato: fece delle scelte fuori da ogni logica, con Zoboletti presidente non sarebbe successo niente di tutto ciò”.

I ricordi belli, però, sono davvero tanti. Ogni volta che ho messo o continuo a mettere piede al Riviera è un colpo al cuore per me. Un altro momento indimenticabile? La calvacata con Colantuono in panchina o il giorno del mio ritorno a San Benedetto. Sono stato accolto con un applauso lunghissimo, che non mi aspettavo. E’ stato un gesto che mi ha reso orgoglioso: ho provato sangue, sudore, lacrime e gioie per la Samb e ne sono fiero!“.

Ora per lui è pronta un nuovo incarico, da allenatore dei portieri del settore giovanile. “Da lunedi si ricomincia con una nuova avventura, che voglio onorare nel migliore dei modi. La trattativa con la società è durata sei minuti e mezzo, non di più. Darò il massimo e cercherò di far capire ai ragazzi cosa vuol dire indossare una maglia del genere”.

Chapeau portierone.

 

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