DS Casertana attacca Capuano: “Parole assurde, invierò la partita a Fedeli”

il direttore sportivo Aniello Martone

Le parole di Eziolino Capuano al termine di Casertana-Samb non sono piaciute al direttore sportivo dei campani Aniello Martone. Il mister della Samb aveva parlato di partita dominata e tantissime occasioni sprecate dai suoi.

Martone oggi risponde a Capuano: “Sono rimasto allibito dalle parole di mister Capuano rilasciate in sala stampa ieri sera – l’incipit di Martone -. Avrei tanto voluto replicare ieri sera, ma la squalifica mi ha impedito di farlo. Avrei voluto intervenire perché ritengo che le parole dell’allenatore della Samb siano ingenerose nei confronti della grande prova di una Casertana scesa in campo con una formazione piena di 1999, 1998 e 1997, con i soli Benassi e Polak a dare esperienza e con Alfageme entrato a ripresa in corso. Una prestazione che è sotto gli occhi di tutti e che non può essere certo negata. Nel calcio, come nella vita, di fronte alle difficoltà è meglio guardare in casa propria che cercare di spostare l’attenzione sugli altri o su argomentazioni totalmente distanti dalla realtà. Ci tengo ad elogiare i ragazzi scesi in campo ieri, lo staff tecnico ed il gruppo tutto: vincere contro una squadra come la Sambenedettese, costruita per il salto di categoria, è motivo di orgoglio. Il giusto premio per il grande lavoro che si sta svolgendo. Capuano ha dichiarato di aver schierato una Samb senza calciatori di spicco. A me basta ricordare che Di Cecco, Troianiello e Damonte fanno l’intero monte ingaggi della squadra che noi abbiamo messo in campo. Ha parlato dei tempi regolamentari che potevano terminare con il risultato di 5 o 6 a 0. Parole che sono fuori da ogni logica, considerando che la Casertana ha fatto la partita dal loro iniziale vantaggio e fino alla fine, con in campo ragazzi all’esordio in prima squadra o per la prima volta titolari. La Samb ha soltanto cercato di sfruttare in velocità gli inevitabili spazi che si creavano. Bisogna essere corretti anche nelle dichiarazioni. Le difficoltà si superano con il lavoro e non cercando attenuanti. Capuano stia tranquillo che Fedeli sa bene il fatto suo; sarà mia premura inviare a quest’ultimo un dvd della partita visto che non ha avuto la possibilità di vederla. Da uomo di calcio non potrà che confutare lui stesso le impensabili teorie improbabili di Capuano. Anche se, visto il ritiro disposto in queste ore, credo che già non sia sulla stessa lunghezza d’onda del suo allenatore. Emblematico è anche l’avvilimento e la sfiducia palesata anche dagli encomiabili tifosi della Samb che hanno seguito la loro squadra del cuore a Caserta e dal coro finale lanciato all’indirizzo della loro squadra. Quella di Capuano è stata un’analisi intellettualmente poco onesta e riduttiva. La mia è una riflessione a freddo, dopo aver rivesto attentamente la partita e non trovando alcun punto di contatto con quanto dichiarato dall’allenatore della Samb. Avrei preferito non tornare su questo argomento, anche perché non amo entrare in certe dinamiche. Ma il lavoro di questa Casertana merita rispetto. Questo gruppo ha saputo affrontare in silenzio i momenti difficili ed è giusto che la società intervenga quando gli si manchi di rispetto. Il presidente D’Agostino ha sempre voluto che la squadra facesse di tutto per uscire dal campo tra gli applausi, guardando oltre il risultato. E la nostra gente ha dimostrato di avere grandissima maturità, riconoscendo il sudore versato anche quando i risultati non arrivavano. E per questo non bastano certe dichiariazioni a manipolare il pensiero altrui. Non può essere una conferenza stampa post partita surreale a far passare un messaggio totalmente diverso da quanto evidenziato dal terreno di gioco. Per me la questione si chiude qui”.

Aniello Martone ha lavorato alla Samb per alcuni giorni proprio poco prima della cessione del club rossoblù da Moneti alla famiglia Fedeli. Fu proprio Martone a costruire con Moneti la squadra che iniziò il ritiro estivo agli ordini di Tiziano De Patre.  Con l’avvento della nuova proprietà però non ci fu più spazio per lui e per l’allenatore nel nuovo organigramma.

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