Dal modello Pjanic alla corsa verso la Samb: parla Bove, il diamante rossoblù

Il passato alla Juventus, il modello Pjanic e la rifinitura con Cuadrado e Morata. Ma anche il diploma e la corsa verso la Samb, senza vacanze estive.

Gabriele Bove, gioiellino di 19 anni e legato ai rossoblù con un contratto triennale, si racconta a GianlucaDiMarzio.com.

«Sono nato Juventino e col tempo lo sono diventato ancor di più. Pjanic è sicuramente un modello di gioco, come Modric. Io vedo, imparo e provo a emulare. Ricordo una rifinitura di Champions in cui ero tra Morata e Cuadrado… Che emozioni! Chi sembrava potesse sempre fare la giocata vincente erano Dybala e Pjanic. Higuain o Morata? Mi sono allenato con entrambi ma non saprei chi scegliere. Fanno impressione tutti e due. La partita che ho giocato l’anno dopo ero marcato da Khedira, quella era la prima di Dybala in bianconero».

La Juventus riesce a trasmettere una mentalità vincente, fondamentale per fare strada nel calcio professionistico.

«Ti entra dentro quella mentalità, non la dimentichi. Ho avuto la fortuna di capire cosa significhi l’approccio a partite e allenamenti, apprendere come si fa e mi sento un privilegiato. Chi non fa una vita sana, da calciatore, poi alla lunga lo paga. Con Grosso mi sono trovato benissimo: è un grande uomo e un grande allenatore che guarda soprattutto al collettivo. È molto bravo a tenere compatto il gruppo, farti sentire importante. Ho frequentato il Liceo scientifico della Juventus, per lo meno eravamo tutelati dal punto di vista degli orari. Mi sono diplomato il giorno prima di iniziare il ritiro con la Samb, non ho fatto vacanze quest’estate. Il salto in Serie C? E’ cambiato tutto, soprattutto i ritmi. Voglio migliorare. Devo impegnarmi, soprattutto col mancino».

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