Manoni: “Squalifica assurda, non voglio passare per violento. Farò ricorso”

Autentica stangata quella piovuta sulla testa di mister Manolo Manoni dopo i fatti accaduti sul finale della gara della suo Grottammare contro il Barbara. Il tecnico jesino si è visto comminare una squalifica di quasi due mesi, fino al 5 febbraio 2018 ” per aver spintonato e colpito – si legge nel comunicato – con pugni l’allenatore della squadra avversaria e per aver colpito al braccio con un pugno un calciatore avversario, senza causare conseguenze. Per aver inoltre a fine gara tenuto un atteggiamento intimidatorio sempre nei confronti dell’allenatore avversario”.

Decisamente amareggiato, ma anche battagliero, il tecnico biancoceleste che non accetta assolutamente questo verdetto in quanto lo mette in cattiva luce non tanto come allenatore ma come persona: “Sicuramente farò ricorso contro questa squalifica – attacca Manoni – perché nel comunicato si parla di pugni da me dati a tecnico e calciatore avversario quando non è assolutamente vero. Sono in possesso di immagini che dimostrano che ciò che dico. Impugnerò il referto del direttore di gara per leggere attentamente cosa ha scritto”.

ACCUSE INFAMANTI: “Mi scoccia passare come violento ma non tanto come allenatore ma come persona. Mi sento infamato da queste cose e sono decisamente avvelenato soprattutto perché fa cattiva pubblicità alla mia persona anche davanti a mia moglie e ai miei figli”.

LE SCUSE: “Io già dopo il termine della gara mi sono scusato a nome di tutti per quello che le persone hanno visto e che non si dovrebbe fare su un campo di calcio. Non è assolutamente giustificabile quello che è avvenuto”.

L’ARBITRO: “Io non mi sono mai lamentato degli arbitri ma io credo che non si possa inviare a dirigere una gara di Eccellenza, dove i punti sono pesanti, un direttore di gara con poca esperienza anche in Promozione”.

E CONCLUDE.Forse quello che mi rimprovero è quello di essere entrato in campo col gioco attivo per evitare che Iovannisci potesse fare qualche sciocchezza ma l’ho fatto per allontanare il mio giocatore da provocazioni”.

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