Ennesimo autogol comunicativo che spinge a delle riflessioni

La storia recente della Sambenedettese ci insegna che c’è poco da lamentarsi quando c’è un padrone che paga, quindi da molti lettori questo articolo potrebbe non essere condiviso. Io parto dal presupposto che ogni critica è costruttiva, e forse questi lunghi anni di “montagne russe” tra C ed Eccellenza  hanno fatto perdere alla piazza la cognizione della realtà. La gestione Fedeli sicuramente è positiva per quanto riguarda i risultati ottenuti, ma lascia grosse perplessità su due aspetti molto importanti.

LA COMUNICAZIONE
La linea tenuta dalla famiglia Fedeli, fin dall’inizio della propria avventura, è davvero discutibile. E’ vero, chi tira fuori i soldi fa come vuole, ma poi c’è il buon gusto che dovrebbe intervenire perchè è evidente (questione di educazione) che non si può sempre dire quello che si pensa. Perchè ci sono delle dinamiche e perchè ai tuoi giocatori, forti o scarsi che siano, non puoi dire dopo 180′ di campionato che rubano lo stipendio o che sono dei rifiuti della Serie B. Inoltre così facendo stai anche ammettendo i tuoi errori visto che la squadra non l’ha fatta un estraneo.

Un altro errore sta poi alla base, la Sambenedettese non intervista più i suoi calciatori sui propri canali da 3 anni, nemmeno nei momenti migliori. Ma si può sapere perchè? Durante l’esplosione di Mancuso si vocifera che questa linea fosse stata tenuta per non pubblicizzare un calciatore in scadenza, con l’intento di rinnovargli il contratto. Alla fine Mancuso non è rimasto, eppure interviste non gli sono state fatte. Stessa cosa per l’anno della vittoria della D, o quello scorso. Questa città vive di calcio, ama i propri beniamini, e mai come in questi 4 anni molti tifosi non sanno neppure come sono fatti i calciatori, visto che sembrano tenuti in una sfera di cristallo. Poi però Fedeli non si chiedesse come mai c’è meno entusiasmo del solito! Come mai allora tutte le società di calcio hanno un proprio canale dove raccontano la vita quotidiana della squadra e fanno conoscere i giocatori? La Samb ce lo aveva questo canale, ma è stato praticamente eliminato.

TANTE RIVOLUZIONI, MA COSA RESTA?
La gestione dell’era Fedeli è sicuramente positiva per quanto riguarda i risultati ma alla fine cosa rimane? Sono passati 6 allenatori in poco più  di 3 anni, 3 direttori sportivi, 2 team manager, 3 addetti stampa, e decine e decine di calciatori. Non si è risolto nulla (qui la società ha poche colpe) per quanto riguarda le strutture per gli allenamenti, il settore giovanile fatica a sfornare ragazzi per la prima squadra tanto che sono stati pescati molti calciatori in Serie D. Insomma oltre al salto di una categoria (dalla D alla C) poco è cambiato rispetto a 3 anni fa. San Benedetto è e sarà grata a Fedeli, ma San Benedetto ha sempre risposto con la passione, con le persone allo stadio, con gli 11.000 di Samb-Cosenza. Insomma, dire grazie è giusto, ma anche alzare più di una perplessità su questa gestione è lecito.

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