Dai trofei alle risse: Paolo Montero il “pigna”

Montero

L’approdo di Paolo Montero in una squadra di Serie C era nell’aria. L’uruguagio infatti, nei mesi scorsi, aveva ultimato il corso di allenatore ed era stato abilitato come allenatore professionista con qualifica Uefa A, questa licenza gli permette di allenare fino alla Serie C, non nelle categorie superiori (dove può essere solo allenatore in seconda).

Classe 1971, ha vinto ben 10 trofei da calciatore, tutti con la Juventus, e detiene il singolare e curioso record del calciatore di Serie A più espulso in carriera, ben 17 cartellini rossi in 12 campionati di massima serie italiana. Personaggio discusso per le maniere forti ma amatissimo dai tifosi per il suo grande carisma. Al suo approdo in bianconero, nel 1996, aggredisce il fotografo ufficiale del Vicenza al termine della gara di campionato al “Menti”, ci si aspettano le sue scuse ma Montero dichiara di non essersi pentito del gesto, viene denunciato. Da quel momento la sua carriera è sempre uguale, grande efficacia in campo, a volte scaturita in gesti eccessivi che gli costano i cartellini ma lo fanno apprezzare da propri tifosi.

In Italia ci resta da calciatore per 13 anni prima di tornare in Uruguay dove chiude la carriera. Dal 2014 è allenatore ed ha guidato Penarol, Boca Unidos, Colon e Rosario Central. Con quest’ultimi prova l’impresa di arrivare in finale di Coppa di Argentina ma perde ai rigori in semifinale e decide di dimettersi. Da quel momento decide di tornare in Italia per continuare la carriera da mister nel paese che lo ha già ospitato da calciatore ed oggi inizia questa avventura con la Samb.

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