“Riprendere il campionato difficile e pericoloso”, a Rimini spingono per lo stop

Colella

Giovanni Colella, tecnico del Rimini, ha rilasciato una lunga intervista attraverso i canali ufficiali del club romagnolo. Al centro dell’attenzione, ovviamente, il difficile momento del paese a causa del Coronavirus:

“La normalità non esiste più e non potrà esistere nemmeno dovessimo riprendere. Il campionato non sarà mai più quello di prima, un po’ per la situazione che si protrarrà e un po’ per tutto quello che verrà richiesto in caso si dovesse tornare in campo. Essendo il calcio italiano governato da un sistema economico piuttosto forte, immagino si farà di tutto per riprendere e se ci chiederanno di tornare a giocare sarà nostro dovere farlo. Personalmente, però, ritengo che andare avanti sarebbe sbagliato. Con tutto quello che è successo e con tutto quello che potrà succedere, anche per una questione etica. Infermieri e medici in tante realtà operano in condizioni precarie e noi facciamo tamponi per giocare una partita di calcio?

E se dopo la ripresa dovesse esserci un positivo, tenuto conto che si dovrebbe giocare ogni tre giorni e che ogni evento coinvolgerebbe dalle 50 alle 80 persone giocando senza pubblico? E in campo, dato che il calcio è uno sport di contatto, i ragazzi andrebbero con le mascherine? Mi spiace perchè è il mio lavoro e mi manca moltissimo, ma in questo momento io la soluzione proprio non la vedo. Questo, al contrario, sarebbe il momento per sedersi e discutere di riforme e di come ripartire al meglio il prossimo anno”.

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