Samb-Serie D, niente feeling: i veri motivi delle difficoltà rossoblù

La Samb continua a non dimostrare feeling con la Serie D. Donati prima e Antonioli poi hanno messo l’accento su “una mentalità non adatta per una categoria così particolare”, nonostante tra i due allenatori la differenza sia sostanziale.

Se con Donati, infatti, qualcuno si è attaccato alla sua inesperienza in panchina per giustificare una Samb non ancora calata bene tra i dilettanti, la scelta di Antonioli è arrivata proprio in virtù del passato vincente dell’ex Ravenna in questo campionato. Lo stesso Antonioli, però, sta palesando problemi identici al suo predecessore e questo fa pensare che molto esuli dalla guida tecnica. La Samb paga una costruzione della rosa opinabile, anche dettata dal poco tempo a disposizione e dal numero limitato di giocatori realmente liberi sul mercato.

All’inizio si era deciso di puntare sul portiere ‘under’, poi in corsa è arrivato Knoflach e il suo inserimento costringe al taglio di un ‘over’ tra i giocatori di movimento. E riguardo agli ‘over’ l’assortimento è anche diviso male: 2 soli centrocampisti (Angiulli reduce da un mese di inattività post Triestina e Lulli out), zero terzini e abbondanza esagerata tra difesa (4 centrali ‘over’ senza alternative ‘under’) e attacco, con addirittura 3 centravanti esperti e 6 elementi offensivi in totale considerando gli esterni alti. Mah.

A tutto questo, appunto, aggiungiamo il fattore mentalità menzionato da entrambi gli allenatori e il gioco è fatto. Molti calciatori avevano solo disputato campionati giovanili (e non erano nemmeno prime scelte nelle rispettive Primavere), altri invece ‘abituati’ a categorie diverse. Ecco dunque che la Samb di oggi somiglia molto più ad un cantiere aperto (con una preparazione estiva inesistente) che ad un gruppo in grado di raggiungere l’obiettivo annunciato da Renzi: vincere il proprio girone e salire in Serie C.

Il presidente rossoblù dovrebbe dunque rivedere i propri piani e iniziare a pensare che questa stagione possa essere considerata un ‘test’ per non ripetere gli stessi errori nella prossima, quando l’assalto alla C sarà da programmare in modo totalmente diverso. I 14 punti di distanza dalla capolista Trastevere e le tante squadre davanti in classifica, infatti, non possono che imporre certi ragionamenti, a meno di miracoli sportivi o di una Coppa Italia da sfruttare come via alternativa per tentare la promozione già in questa annata così tribolata.

 

 

 

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