Samb, la città si interroga sul futuro: tra Rapullino, Massi e voglia di cambiamento

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Il vaso a San Benedetto del Tronto, sotto l’aspetto calcistico, è colmo da un pezzo e la settima sconfitta stagionale al Riviera delle Palme maturata contro il Chieti rappresenta l’ennesima umiliazione in anni drammatici.

Continuano le contestazioni per la gestione Renzi, che si sta purtroppo dimostrando un nuovo fallimento come quella di Serafino nel post Fedeli (al quale viene invece imputato di aver lasciato la Samb in mani sbagliate dopo anni positivi dal punto di vista economico-sportivo).

La città è stufa e non si aspettava sicuramente di arrivare al tanto atteso Centenario in queste condizioni, ma spera ancora in un futuro diverso e con idee chiarissime sull’argomento: “Mai più strani ‘forestieri’ al comando, con interessi rivolti a tutto tranne che alla nostra amata Samb!”.

Questo il pensiero che riecheggiava in centinaia di persone presenti ieri al Riviera delle Palme, in risposta anche alle ultime voci che parlano dell’interesse di un’altra cordata laziale: “No grazie, qui abbiamo già dato”.

Tanti invece gli assensi verso altre soluzioni ipotizzate, tra cui quella che vedrebbe il coinvolgimento dell’imprenditore e presidente sambenedettese Vittorio Massi (ancora sicura anche in caso di crack renziano visto il titolo sportivo in Serie D del suo Porto d’Ascoli) e/o del CEO di Sideralba Luigi Rapullino, fresco proprietario dell’Area Brancadoro e ormai ‘sambenedettese d’azione’ con proprietà e famiglia ‘stabilizzate’ in Riviera oltre che già main sponsor del club.

Ad oggi tra i due non c’è stato nessun contatto, ma al momento sembra che solo loro possano rappresentare la classica luce in fondo al tunnel che tutti gli innamorati di Samb si sforzano di vedere in un momento di buio pesto…

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