Samb Story

Samb-Juve: grande festa al Ballarin

La prima volta della Vecchia Signora nelle Marche

La storia della Samb, si sa, è fatta di alti e bassi, giornate amare e giornate indimenticabili ma ci sono anche giorni dal sapore agrodolce, come quel 25 Gennaio del 1961, quando la “vecchia signora” fece visita al Ballarin e ne uscì vittoriosa. Una partita che, nonostante tutto, è entrata nella storia rossoblù.

Ma facciamo qualche passo indietro: la Samb fece il suo esordio nella Coppa Italia il 4 settembre 1960, tra le mura amiche. Dopo essere andata sotto contro la Reggiana, riuscì a ribaltare il risultato nel secondo tempo grazie alle reti di Rumignani e Beni.

Nel turno successivo, la squadra guidata da mister Eliani fu attesa a Ferrara, sul campo della SPAL, formazione che da dieci anni militava stabilmente in Serie A. Nonostante la differenza di categoria, i rossoblù compirono l’impresa e conquistarono una vittoria storica allo “Stadio Comunale”, oggi intitolato a Paolo Mazza, trascinati da una doppietta di Beni.

È proprio da qui che comincia la nostra storia.
La Samb, unica rappresentante di Marche, Umbria e Abruzzo, grazie al prestigioso successo contro la SPAL, si guadagnò il diritto di affrontare la Juventus di Sivori e Charles, campione d’Italia in carica e detentrice del trofeo.
“Una piccola città di provincia, San Benedetto del Tronto, stava entrando nell’élite del calcio italiano”, così iniziava l’articolo de Il Messaggero alla vigilia della più importante sfida affrontata dalla Samb fino a quel momento e, forse, anche fino ad oggi.

Il clima che si respirava in città era quello delle grandi occasioni, una vera e propria festa. L’entusiasmo era talmente palpabile che due milanesi, presenti in città per motivi lavorativi, chiesero se si trattasse della festa patronale o se fosse atteso l’arrivo di un’alta carica dello Stato. La risposta fu semplice ma carica di passione:

“Meglio ancora, si gioca Samb–Juventus.”
Una frase che raccontava più di mille parole l’amore viscerale per quei colori, forte ieri come oggi.

Nessuno, probabilmente, pensava di poter battere la Juventus, nettamente favorita, ma i giocatori rossoblù erano decisi a ben figurare, perché un’ottima prestazione contro i bianconeri sarebbe stata un’affermazione per la Samb, come una delle migliori squadre della Serie B.

Il tifo si scaldò sin da subito grazie agli affondi delle ali Novali e Valentinuzzi, ma l’entusiasmo fu purtroppo smorzato dalla doppietta in 24 minuti di Sivori. Al 43° si aggiunse Charles al tabellino dei marcatori.

Nella ripresa accorciò Rumignani, che segnò il gol dell’orgoglio rossoblù con un tiro da fuori area che si insaccò all’incrocio dei pali.
Guardando solo il risultato finale, 4-1 per la Juve, qualcuno avrebbe potuto pensare a una gara a senso unico, ma non fu così.

A testimoniarlo le parole degli avversari: mister Parola, rimasto colpito dal pubblico e dai rossoblù Alberti, Santoni e Rumignani; il portiere Vavassori, che dichiarò di non aspettarsi che gli attaccanti rossoblù l’avrebbero impegnato così tanto, e ancora si chiedeva come avesse fatto Rumignani a metterla all’incrocio; ed infine Charles, che riempì di elogi gli avversari.

Quella partita richiamò più di 10.000 persone, provenienti da ogni parte dell’Adriatico centrale: dal vicino Abruzzo, dall’Umbria e dal Lazio. Persino i nostri pescatori, soliti lavorare anche durante le più importanti festività dell’anno, decisero di lasciare le barche in porto per non perdersi la partita più importante della giovane Samb.

Quel giorno la Samb fece la storia, perché la vittoria di Ferrara regalò a molta gente semplice la possibilità, seppur per un solo giorno, di sognare, di poter dire: “Io c’ero”, assistendo a uno spettacolo unico ed impensabile per l’epoca, assistendo alla storia.

E poco importò della sconfitta: se arrivammo a sfidare la Vecchia Signora, fu perché ce lo meritammo.
E chissà, un giorno, prima o poi, lo meriteremo di nuovo.

fonte foto: Il Messaggero

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