Campionato

Tafferugli allo Stadio Gran Sasso: tensione dopo L’Aquila-Sambenedettese

Da testimonianze, alcuni tifosi della squadra di casa hanno invaso il terreno di gioco per cercare lo scontro.

Quella che doveva essere una giornata di sport e passione si è trasformata in un pomeriggio di tensione e violenza allo stadio Gran Sasso d’Italia. Al termine del match di Serie D tra L’Aquila e Sambenedettese, conclusosi con un netto 3-0 in favore degli ospiti, si sono verificati gravi scontri tra le tifoserie delle due squadre.

Secondo le prime indiscrezioni, sembra che gli incidenti sarebbero iniziati durante le fasi di deflusso del pubblico. Un gruppo di tifosi della Sambenedettese hanno trovato i cancelli aperti per l’accesso al campo di gioco per l’uscita. Alcuni tifosi sambenedettesi dichiarano di essere stati invitati dalle forze dell’ordine per un uscita alternativa. Poco dopo, anche i tifosi locali hanno raggiunto il terreno, alla ricerca di uno scontro diretto. Gli episodi di violenza sono durati circa quindici minuti, durante i quali la situazione è apparsa fuori controllo.

Le forze dell’ordine, intervenute con ritardo, hanno dovuto faticare per ristabilire la calma. Determinanti per evitare ulteriori escalation sono stati gli interventi del tecnico della Sambenedettese Ottavio Palladini, del capitano Umberto Eusepi e del presidente del club Vittorio Massi, che hanno cercato di mediare con i tifosi e riportare ordine.

Il presidente Massi ha espresso il suo disappunto per la mancanza di adeguate misure di sicurezza:

“C’era già tensione durante la partita, e in tribuna si percepiva un clima pesante. Mi dispiace vedere una situazione simile in un contesto che dovrebbe essere di festa per il calcio”.

Al momento non si hanno notizie certe su eventuali feriti o arresti, ma le autorità locali hanno già avviato un’indagine per accertare le responsabilità e prevenire il ripetersi di episodi simili.

 

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