Una Samb così in alto e così poco amata deve far riflettere

In tanti anni di Sambenedettese mai mi era capitato di assistere ad una situazione paradossale come questa, con una posizione di classifica sicuramente sorprendente ma con un malcontento evidente della tifoseria nei confronti di squadra e allenatore. Ricorda forse l’ultimo anno di Gaucci alla Samb con un settimo posto finale e tanta contestazione, ma lì gli obiettivi erano sicuramente diversi, più importanti, ed anche il rapporto con il patron era ormai logoro visto che aveva deciso di lasciare San Benedetto.
Quest’anno invece si sta facendo sicuramente più di quanto ci si attendeva in estate eppure c’è del malumore in tutto il popolo sambenedettese e ne sono la dimostrazione i fischi sonori per il capitano della squadra, o per un elemento come Sabatino che fino a novembre è stato il trascinatore indiscusso, ma cosa è successo?
Sicuramente gli aspetti sono molteplici, dall’addio di Palladini, che è certamente l’artefice di un girone d’andata pazzesco, alla mancanza di una punta centrale di qualità che non è arrivata neppure nel mercato di gennaio. L’abbraccio tra Sorrentino, Pezzotti e Sabatino dopo il gol dell’1-1 di mercoledì scorso è l’evidente segnale che anche gli stessi giocatori percepiscono la poca fiducia del pubblico nei confronti dei componenti di quel gruppo che lo scorso anno ha conquistato la promozione. Infine il capitolo Sanderra, la sua Samb ha alternato prestazioni poco esaltanti (la maggiorparte) a partite più convincenti (con Gubbio, Sudtirol e Reggiana) ma ci si aspettava sicuramente di più.


