Caso Ternana? ecco i possibili scenari per la Samb
Samb: la salvezza resta un obbligo sportivo, ma il sistema può cambiare le regole del gioco per i rossoblù e bianconeri dell'Ascoli.

La Sambenedettese si avvicina ai playout con un quadro sportivo chiaro: la permanenza in Serie C deve essere ottenuta sul campo. Tuttavia, il contesto federale e le criticità economiche di altri club — in primis la Ternana — impongono un’analisi tecnica degli scenari possibili, perché la stagione 2025‑26 potrebbe non chiudersi secondo i parametri tradizionali.
1. Scenario Ternana: esclusione immediata e ricalcolo della classifica
Se la Ternana non dovesse ricapitalizzare nell’assemblea del 13 aprile e non rispettasse la scadenza federale del 16 aprile, la FIGC potrebbe procedere con:
- esclusione dal campionato in corso,
- annullamento delle gare disputate,
- ricalcolo della classifica del girone.
In questo scenario, la Sambenedettese si troverebbe davanti a un effetto domino:
- decadrebbero le retrocessioni obbligate,
- il Pontedera diventerebbe la terza retrocessa “tecnica” dopo Rimini (default) e Ternana (esclusione),
- i playout potrebbero essere rimodulati o annullati, a seconda della nuova griglia.
Questo non significa salvezza automatica, ma una modifica sostanziale del quadro competitivo.
2. Scenario Ascoli: un passivo importante e un equilibrio che può saltare
L’Ascoli, impegnato nella lotta per la promozione in Serie B, presenta anch’egli, un passivo significativo che la proprietà potrebbe mitigare con una eventuale promozione, dopo un precampionato travagliato proprio per le difficoltà finanziarie in fase di iscrizione. Ma se la Ternana venisse esclusa nel campionato in corso dalla C il ricalcolo della classifica vedrebbe i bianconeri perdere 5 punti nei confronti dell’Arezzo e di fatto, quasi sicuramente, sfumare un eventuale promozione.
3. Scenario Ternana: ricapitalizzazione e accesso a procedure concorsuali
Se la famiglia Rizzo dovesse ricapitalizzare il 13 aprile, la società potrebbe:
- accedere a procedure concorsuali controllate,
- ottenere una continuità aziendale temporanea,
- concludere la stagione evitando l’esclusione immediata.
Questo scenario non elimina il rischio di default, ma lo posticipa. La Ternana potrebbe chiudere la stagione, ma restare a rischio non ammissione alla Serie C 2026-2027.
Per la Sambenedettese, ciò significherebbe:
- playout regolari,
- nessun beneficio immediato,
- possibili riammissioni solo a posteriori, come avvenuto in altri casi.
4. Scenario Ternana: fallimento e art. 52 NOIF
Se la Ternana fallisse, si aprirebbe, oltra alla strada improbabile di riacquisizione del titolo come è stato nella Samb di Renzi, anche quella che sembra la più interessante ovvero al ricorso dell’art. 52 NOIF, lo stesso percorso utilizzato in passato da:
- Catania,
- Sambenedettese,
- Bari e Palermo
- Cesena e Ravenna, etc.
L’art. 52 consente la ripartenza dalla Serie D con un nuovo soggetto giuridico, riducendo drasticamente gli oneri finanziari, soprattutto quelli legati ai contratti dei calciatori.
Ma attenzione: un fallimento non comporta automaticamente un ripescaggio delle retrocesse.
Ed è qui che entra in gioco il dossier Gravina.
5. Il dossier Gravina: la riforma della Serie C può cambiare tutto
Il report FIGC lasciato da Gravina prima delle dimissioni — 178 club esclusi in 40 anni, perdite strutturali, costi fuori controllo — è oggi sul tavolo del nuovo vertice federale. La riforma proposta prevede:
- riduzione del numero di squadre professionistiche,
- Serie C a due livelli (C Élite e C2),
- criteri economici più rigidi,
- limitazione dei ripescaggi,
- revisione del sistema delle retrocessioni.
Questo significa che un eventuale fallimento della Ternana potrebbe NON tradursi in un posto libero per una retrocessa.
È già successo: nel 2015 la Sambenedettese fu esclusa dal ripescaggio nonostante i requisiti, perché la FIGC — allora guidata da Tavecchio — ridusse eccezionalmente la Serie C da 60 a 54 squadre.
Lo stesso principio potrebbe essere applicato oggi.
In conclusione:
La Sambenedettese deve quindi affrontare i playout con la consapevolezza che l’unico scenario certo è quello che può costruire da sola. Tutto il resto — fallimenti, riforme, ricorsi, ricalcoli — appartiene a un sistema in trasformazione, non a una strategia affidabile.



