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Samb-Livorno 2-3 il commento tecnico di Walter del Gatto

Samb, ko con il Livorno: poche idee e approccio sbagliato. La pagella della delusione

Mai come stavolta risulta difficile assegnare voti individuali alla prestazione della Sambenedettese nella seconda gara della Poule Scudetto, persa malamente per 2-3 contro un Livorno cinico e ben organizzato.

In questo contesto, appare più sensato analizzare l’intera prova collettiva, soffermandosi su assetto tattico e atteggiamento mentale. Due aspetti chiave che raccontano molto più del tabellino finale.


➤ Assetto tattico: 6

Nel primo tempo la Samb scende in campo con un 4-3-3 classico: tridente offensivo formato da Battista, Eusepi e Kerjota, ritorno di Zoboletti sulla fascia destra e rientro di Paolini sul versante mancino della difesa. L’impianto iniziale sembra tenere, con una linea alta e centrocampisti attivi negli inserimenti che provano a costruire trame di gioco interessanti.

Eusepi, in particolare, appare ispirato e crea più di un grattacapo alla retroguardia amaranto. Ma la coperta si rivela corta: il centrocampo, troppo lento e poco brillante, non garantisce filtro sufficiente, lasciando spesso la difesa scoperta e vulnerabile alle ripartenze avversarie.

Nella ripresa il calo fisico e mentale è evidente: i rossoblù faticano nei duelli e nelle letture tattiche, lasciando campo e iniziativa agli avversari. L’espulsione di Kerjota peggiora ulteriormente la situazione, e le sostituzioni appaiono più un tentativo disperato di salvare l’onore che una reale inversione di rotta. I subentrati, ancora una volta, non riescono a incidere.


➤ Approccio mentale: 4

Sul piano del carattere, la partita è stata deludente. Troppo blanda l’intensità, insufficiente la concentrazione collettiva: tanti errori di superficialità e leggerezze che hanno consegnato palloni facili al Livorno, già nel primo tempo libero di rientrare in partita con un pareggio che sembrava evitabile.

Non è tanto il risultato a far riflettere, quanto l’atteggiamento. In una competizione come la Poule Scudetto – che doveva servire a testare l’affidabilità del gruppo in ottica Serie C – ci si aspettava ben altro spirito. L’impressione, purtroppo, è che questa squadra debba ancora crescere molto sul piano della personalità.

Si apre dunque una riflessione seria: quali giocatori, oggi, hanno davvero la statura caratteriale per affrontare un campionato professionistico senza cadere in pericolosi alti e bassi? Il tempo per rispondere a questa domanda è poco. E la Serie C non farà sconti.

Nota finale: una delusione anche sugli spalti

Infine, una nota stonata. La delusione non ha colpito solo il campo, ma anche una parte della tifoseria. Il vecchio proverbio “quando la volpe non arriva all’uva, dice che è acerba” sembra calzare a pennello con il brutto voto dell’approccio a questa partita e, più in generale, al torneo.

La Poule Scudetto poteva rappresentare l’occasione per rafforzare ulteriormente il blasone della Sambenedettese a livello nazionale. Un’opportunità mancata, che lascia l’amaro in bocca. Non solo per il risultato, ma per l’occasione di dimostrare maturità e orgoglio. Virtù che oggi, purtroppo, non si sono viste.

 

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