Esclusiva, Serafino: "Sono felice, già a settembre ci avevo provato"

E’ in viaggio da Roma verso San Benedetto assieme al commercialista Massimo Collina il nuovo presidente della Samb, Domenico Serafino, quando risponde alla nostra telefonata e si presenta non nascondendo la sua soddisfazione: “Sono felicissimo, l’idea di acquistare la Samb mi aveva stuzzicato già a settembre, poi il 20 aprile c’è stato un nuovo contatto con Fedeli ed ho capito che c’erano realmente i presupposti per acquistare il club, mi sono mosso subito”.
Lei si è già mosso a San Benedetto in questi giorni, che idea si è fatto
“Una piazza molto importante, bisogna partire subito, la Samb non può non avere una struttura propria per gli allenamenti, prima risolverò questo serio problema per la prima squadra e poi anche per le giovanili. In questi giorni vedremo anche di riorganizzare il club e di migliorarlo sotto tanti punti di vista”.
Fedeli ci ha detto che lei ha un socio sudcoreano
“Si, diciamo che è ormai americano di adozione visto che vive in Florida da 30 anni e ha lì il suo business. Comunque ha delle quote di minoranza della mia società, la scelta di acquistare la Samb è mia”.
Adesso lei si ritrova a disputare i playoff con una squadra che non ha creato, è curiosa come situazione
“Già, ho parlato con il mister, vedrò i ragazzi e gli dirò di dare il massimo, di onorare la maglia della Sambenedettese. Da parte mia sfrutterò queste partite per vedere la squadra dal vivo, per studiare i giocatori, farmi un’idea dei punti di forza”.
Ed il Bangor, la sua squadra gallese?
“Quella resta mia, del resto lì è tutto organizzato, c’ho messo un pò ma adesso la società si può muovere anche se io sarò lontano dal Galles, adesso la mia attenzione ovviamente deve essere qui, c’è tanto lavoro da fare”.
Forse è presto per chiederglielo ma a cosa punterà la Samb il prossimo campionato?
“Innanzitutto fatemi capire quale sarà il format della competizione, se ne sentono tante in quest’ultimo periodo, si parla di rivoluzione della Serie C. Quello che posso dire con certezza è che io rifonderò il settore giovanile perchè sono convinto che dalle giovanile devono arrivare a giocare in prima squadra almeno due calciatori all’anno. Mi hanno detto che negli anni ’80 qui accadeva proprio questo, vorrei che si tornasse a tirar fuori giocatori nostri.




