Serie C: ma veramente chi più spende ottiene di più?
Un analisi economica per valutare il campionato che la Samb si appresta a disputare

Società già al lavoro per allestire una formazione competitiva nel prossimo campionato di Serie C, in molti si interrogano sui costi di un campionato professionistico. Abbiamo analizzato i dati pubblicati dalla Gazzetta dello Sport sul monte ingaggi complessivo delle squadre che hanno partecipato all’ultimo campionato, confrontando gli investimenti con i risultati ottenuti. I dati rivelano scenari sorprendenti.

Girone A: Ingaggi da capogiro e delusioni inaspettate
Nel Girone A emerge un paradosso: la Triestina, con un monte ingaggi di quasi 8 milioni di euro, ha chiuso al sedicesimo posto, salvandosi solo ai play-out. Un risultato decisamente deludente. Il campionato, invece, ha visto Vicenza e Padova contendersi la promozione, con il Padova che l’ha spuntata grazie a un investimento di 4,682 milioni. Da notare come la Clodiense, con la spesa più bassa, sia retrocessa. Non mancano le eccezioni che confermano la regola: la Giana Erminio, con soli 801 mila euro di spesa per i giocatori, ha raggiunto i quarti di finale dei play-off, mentre la Virtus Verona, con 762 mila euro, ha conquistato un sorprendente nono posto.

Girone B: Paradossi e conferme nel gruppo della Samb
Nel Girone B, dove la Sambenedettese dovrebbe essere inserita, la dinamica è simile al girone precedente. La Spal, con 6,5 milioni di monte ingaggi, è arrivata addirittura diciassettesima, salvandosi solo ai play-out. Il campionato è stato vinto dall’Entella con 5,9 milioni di monte ingaggi, che ha avuto la meglio sulla Ternana, arrivata seconda con una spesa di 6,3 milioni. Le eccezioni qui sono rappresentate dalla Pianese, che, nonostante fosse ultima per investimenti, ha ottenuto un ottimo ottavo posto. La Torres, pur investendo una cifra non trascurabile (1,6 milioni), ha raggiunto un importante terzo posto. Deludono i cugini Ascolani, con un monte ingaggi di 4,2 milioni, che hanno disputato un campionato mediocre, salvandosi senza play-out grazie alla penalizzazione inflitta alla Lucchese.

Girone C: Investimenti folli e lotta serrata per la promozione
Il Girone C si è distinto per gli investimenti “folli” negli ingaggi dei giocatori. La competizione per la promozione è stata un affare per le squadre che hanno speso di più, con l’Avellino che alla fine ha avuto la meglio. Un plauso all’Audace Cerignola che, pur con investimenti non irrisori (3,5 milioni), ha ottenuto un eccellente secondo posto, considerando la spesa ben più elevata delle dirette concorrenti. In questo girone, le squadre che hanno investito meno si sono trovate tutte nella parte bassa della classifica.
Play-off: Il paradosso si accentua
Il vero paradosso tra i tre gironi si è manifestato nelle semifinali dei play-off: Vicenza, Pescara, Ternana e Audace Cerignola, con squadre come Catania e Benevento, con investimenti significativi, sono state eliminate. In particolare, la presenza di due squadre del Girone B tra le eliminate suggerisce un buon livello competitivo anche in questo girone intermedio.



