Editoriale

Samb: L’Appello di Massi tra malumori tecnici e voci di cessione

Il presidente chiama a raccolta la città per superare questo brutto momento, ma molti aspetti lasciano perplessità.

In un momento di oggettiva difficoltà, l’US Sambenedettese ha scelto di rompere il silenzio con una nota ufficiale. Un comunicato, firmato dal presidente Vittorio Massi e dall’intera dirigenza, che punta a ricucire il rapporto con la piazza, definendo il legame con la città come un “atto d’amore” indissolubile, capace di superare anche le recenti tensioni vissute faccia a faccia con la tifoseria, che ad onor del vero, sino ad oggi ha dimostrato maturità e correttezza.
Un appello condivisibile, ma l’ambiente resta freddo
Il tentativo della società di chiamare a raccolta il territorio è un passo che riteniamo giusto e necessario. La Samb è un bene comune e l’unità, in fasi di crisi, è l’unica via per la sopravvivenza sportiva. Tuttavia, le parole accorate del comunicato si scontrano con una realtà più complessa: il calo di presenze allo stadio e una certa riluttanza della tifoseria non sono figli di un disamore improvviso, ma di un clima appesantito da troppe incertezze. In questo contesto, le voci insistenti sul futuro assetto societario non hanno certo aiutato a rasserenare gli animi, alimentando dubbi che il solo richiamo all’appartenenza non può bastare a dissipare.
Il nodo del settore giovanile e i malumori in città
Se la diplomazia societaria cerca di gettare acqua sul fuoco, i numeri della gestione sportiva continuano a scottare. Il focus cade, oltre ai risultati della prima squadra in evidenza,  inevitabilmente anche sul settore giovanile, in questo periodo, apparentemente ignorato pubblicamente, un tempo fiore all’occhiello e oggi nota dolente. Nel campionato Primavera 4, la squadra occupa le ultime posizioni con segnali futuri tutt’altro che esaltanti. L’arrivo di Cristian Pazzi quale responsabile e Fabio Saggiomo  allenatore, non hanno portato quella brillantezza necessaria ad un settore che dovrebbe diventare il polmone della prima squadra.
Proprio intorno al vivaio, si percepiscono in città forti malumori: molti osservatori e famiglie del territorio lamentano una gestione che sembra aver perso il contatto con le proprie radici. Una gestione tecnica che, analizzata a mente fredda, appare approcciata sin dall’inizio in modo troppo superficiale, priva di quella programmazione capillare che una piazza come San Benedetto merita.
classifica campionato Primavera 4
Serve chiarezza: basta ombre sulla vendita
Oltre ai risultati del campo, c’è un tema di trasparenza che non può più essere rimandato. È giusto che la dirigenza comunichi con la città, ma è altrettanto doveroso che lo faccia con maggior chiarezza riguardo ai presupposti per il prossimo futuro senza lasciar evacuare notizie grottesche che inevitabilmente finiscono a contribuire una sorta di distrazione alle squadre nei rispettivi campionati.
La comunità sportiva non ha bisogno di percepire una “velata volontà di vendere” o di restare sospesa in un limbo di indiscrezioni non confermate. Al contrario, la piazza chiede di conoscere quali siano i piani reali per la prossima stagione  oltre alla necessaria salvezza in questo campionato. Chiamare a raccolta i tifosi è un gesto nobile, ma la fiducia si ricostruisce solo mettendo sul tavolo progetti concreti e ammettendo i limiti di una gestione tecnica che, finora, non è stata all’altezza delle aspettative.

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