Editoriale

Samb-Vis Pesaro: Arbitraggio nel mirino del Presidente Massi

Decisioni controverse, espulsioni lampo e un gol irregolare: la Samb esplode contro una direzione di gara giudicata inaccettabile

La sconfitta contro la Vis Pesaro continua a bruciare. E non per una prestazione maldestra, ma per un arbitraggio che definire “discutibile” è un eufemismo. Il presidente Massi non usa giri di parole: sono state le decisioni del direttore di gara a condannare i rossoblù all’ennesima beffa al Riviera delle Palme.
E la tifoseria, dopo aver rivisto gli highlights, non può che condividere la stessa indignazione.

Gli episodi che hanno fatto esplodere la protesta

37’ del primo tempo – L’ammonizione che accende la miccia

Su un contrasto a centrocampo, Battista e Di Renzo si toccano in un duello fisico del tutto ordinario. Nulla che non si veda in ogni partita combattuta.
Eppure l’arbitro decide di ammonire il giocatore rossoblù, ignorando il metro di giudizio più “aggressivo” adottato fino a quel momento dai pesaresi. Una decisione gratuita, fuori contesto, che pesa come un macigno sul prosieguo del match.

3’ del secondo tempo – L’espulsione che cambia la partita

Battista riceve palla, si gira, tenta l’affondo. Un controllo leggermente lungo, un contatto inevitabile con Primasso che lo anticipa.
Fallo sì, ma mai da secondo giallo: dinamica improvvisa, nessuna intenzionalità, nessuna pericolosità.
L’arbitro invece non ha dubbi: cartellino, espulsione, Samb in dieci. La gara prende una direzione irreversibile.

29’ del secondo tempo – Il gol della discordia

Sugli sviluppi di un corner, la palla si impenna. Cultraro e Primasso si avventano sul pallone, ma il giocatore della Vis travolge il portiere rossoblù con le mani già protese sulla sfera.
Un fallo da manuale sulla carica al portiere.
Eppure l’arbitro convalida il gol tra lo stupore generale. Persino alcuni giocatori della Vis sembrano aspettarsi il fischio a favore della Samb.

30’ – Alfieri espulso per proteste “misteriose”

Alfieri si avvicina all’arbitro, parla in modo composto, senza gesti plateali. Le immagini lo mostrano chiaramente.
Ma il direttore di gara estrae un rosso diretto fulmineo, inspiegabile. Samb in nove, partita compromessa definitivamente.

31’ – Il caso più grave: l’FVS ignorato

La panchina rossoblù chiede l’intervento dell’FVS per valutare la carica su Cultraro.
Massi, in conferenza, racconta di aver sentito il quarto uomo invitare l’arbitro a rivedere l’azione perché il fallo era “palese”.
La risposta del direttore di gara?
“È gol, è gol”, ripetuto con fastidio, come se la revisione fosse solo una formalità da sbrigare.
Un atteggiamento che ha indignato società, tifosi e chiunque abbia assistito alla scena.

Il precedente di Ravenna: due pesi e due misure

Il paradosso è evidente.
Contro il Ravenna, in una dinamica molto più confusa, l’arbitro annullò un gol della Samb per una carica sul portiere che nessuno aveva visto.

Cross in area, Joyce travolge Iaunese, Sbaffo segna.
L’arbitro annulla.
L’FVS conferma.
Un gol regolare diventa un fantasma.

Due episodi simili, due decisioni opposte, sempre a sfavore della Samb.

Conclusione: la credibilità del sistema è in discussione

Due partite pesantemente condizionate, due direzioni di gara che lasciano dubbi profondi sulla regolarità e sulla buona fede delle decisioni arbitrali.
A questo punto, le parole del presidente Massi non possono essere liquidate come semplice sfogo: sono una denuncia che merita ascolto, verifica e risposte.

La federazione ha il dovere di intervenire, perché episodi del genere minano la credibilità di uno sport già provato da scelte gestionali discutibili e da un appeal che rischia di sgretolarsi sempre di più.

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