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Pescara-Samb 0-1, i rossoblù avanzano in coppa

Prestazione solida che permette di espugnare l'Adriatico di Pescara, ma tanta sofferenza.

La Sambenedettese espugna l’Adriatico e si prende un pezzo di gloria in Coppa Italia. Lo fa con una partita di cuore, organizzazione e – diciamolo – anche con quella dose di sofferenza che da sempre accompagna le notti rossoblù. Finisce 0-1, decide Nicoli al 37’, con un sinistro deviato che sorprende Saio e manda in visibilio i pochi presenti di fede sambenedettese, costretti a seguire la gara da casa per l’assurdo divieto di trasferta e l’assenza di diretta TV.

Il Pescara parte contratto, sbaglia tanto in impostazione e non riesce mai a trovare continuità offensiva. La Samb, invece, interpreta la gara con lucidità: linee strette, ripartenze veloci, triangolazioni pulite e un Nicoli in versione “uomo ovunque”.

Al 37’ arriva il gol che decide la partita: Valzania perde un pallone sanguinoso, la Samb riparte e Nicoli arma il sinistro. Pellacani devia, Saio è spiazzato. È 0-1. Un vantaggio meritato per quanto visto fino a quel momento.

Il Pescara prova a reagire con Vitali e Guccione, ma le conclusioni sono sporche, imprecise, mai realmente pericolose. La Samb chiude il primo tempo avanti e con la sensazione di avere la partita in mano.

foto da US Sambenedettese

La ripresa è un’altra storia. Il Pescara entra in campo con un pressing asfissiante: nei primi 15 minuti la Samb non riesce nemmeno a superare la metà campo. Letizia, Merola e Guccione diventano un trio indemoniato, capace di creare almeno tre palle gol nitide.

  • 54’ Merola colpisce una traversa clamorosa.
  • 65’–67’ Letizia ci prova due volte dalla distanza, Krapikas respinge come può.
  • 75’ Merola sfiora il pari in volée.
  • 81’ ancora Merola, stop da fuoriclasse e tiro incredibilmente largo.

La Samb soffre, si stringe, serra le linee. Boscaglia viene addirittura espulso al 58’ per proteste, ma la squadra non si disunisce.

La retroguardia rossoblù vive un secondo tempo di trincea:

  • Zini lotta come un mastino, anche quando scatta un parapiglia con Letizia nel finale.
  • Perrotta gioca una partita di grande sostanza sulla fascia.
  • Candellori e Toure fanno un lavoro sporco fondamentale, sempre pronti a raddoppiare e chiudere le linee di passaggio.

Il Pescara, dal canto suo, non è al completo: mancano alcune frecce importanti, su tutte Di Nardo, fuori per questioni societarie che stanno agitando l’ambiente biancazzurro.

Gli ultimi minuti sono un assedio totale del Pescara, ma la Samb tiene botta. Krapikas, pur non perfetto in un paio di respinte, salva il risultato nei momenti decisivi.

Dopo sei minuti di recupero, il triplice fischio libera un urlo di gioia: la Samb passa il turno in Coppa Italia, con una prova di carattere e maturità.

La Samb ha giocato una partita intelligente:

  • ripartenze veloci,
  • triangolazioni pulite,
  • linee compatte,
  • grande spirito di sacrificio.

Nicoli è stato il migliore in campo: gol, corsa, personalità. Bene anche Perrotta, Candellori e Toure. Difesa solida, anche se il Pescara non ha brillato nel primo tempo.

Nel secondo tempo, però, la Samb ha mostrato ancora una volta limiti in fase di impostazione: quando la pressione sale, manca una valvola di sfogo, manca un uomo capace di far respirare la squadra.

Ma oggi contava vincere. E la Samb ha vinto, soffrendo come sempre, ma con il cuore che la contraddistingue.

Le formazioni ufficiali

PESCARA (4-3-3): Saio, Donati, Capellini, Pellacani e Letizia; Valzania, Guccione, Merola; Vitali, Ferraris, MeazziAll. Buscè

SAMBENEDETTESE (3-5-2): Krapikas, Zini, Gigli, Camigliano; Perrotta, Candellori, Tourè, Piccoli, Nicoli; Faggioli, Sgarbi. All. Boscaglia

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