Editoriale

Il “Modello Südtirol” sbarca in Riviera?

Il piano di Vittorio Massi per la Samb e il nodo della trasparenza

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – C’è un filo conduttore invisibile ma solidissimo che unisce le vette alpine di Bolzano alle spiagge della Riviera delle Palme. Si chiama sostenibilità finanziaria ed è il principio cardine su cui il presidente Vittorio Massi vorrebbe intraprendere per il nuovo corso dell’U.S. Sambenedettese. L’obiettivo programmatico è chiaro: tracciare una linea di netta discontinuità con il passato segnato da personaggi senza scrupoli, per emulare il percorso virtuoso ed aziendale dell’FC Südtirol.
L’eco della gestione “a debito zero” di Bolzano risuona con forza nel progetto rossoblù. Proprio come la compagine altoatesina, che ha costruito i suoi successi patrimoniali e sportivi blindando i bilanci, Massi ha ripetutamente ribadito la volontà di capitalizzare la Sambenedettese senza massacrarne la contabilità. “Non vogliamo fare debiti, bisogna battere il territorio”, è il mantra del patron.
I punti di contatto con il “Modello Südtirol” si riflettono direttamente nella gestione operativa della Samb:
    • Il coinvolgimento del territorio: Il Südtirol ha costruito la sua fortuna su un consorzio di circa 32 azionisti regionali e su oltre 240 sponsor. Sulla stessa lunghezza d’onda, la Sambenedettese di Massi sta attivamente coinvolgendo l’imprenditoria locale per creare una solida rete di finanziamento diffusa.
    • Reinvestimento e Settore Giovanile:  la società di Bolzano blinda per statuto il budget per la formazione dei propri atleti. Noto anche come Cantera Biancorossa, rappresenta uno dei pilastri fondamentali del club altoatesino. Ha come obiettivo principale la formazione dei giovani talenti del territorio per proiettarli verso il calcio professionistico e la prima squadra.

Tuttavia, il passaggio dalle dichiarazioni d’intenti alla realtà dei fatti apre un fondamentale dibattito di critica e sostenibilità del progetto. Emulare tale progetto, richiede passaggi burocratici, amministrativi e programmatici di una rigidità estrema, ad oggi ancora tutti da decifrare.
Per attrarre investitori di peso e strutturare un azionariato diffuso credibile, la Sambenedettese necessita anzitutto di un piano informativo estremamente dettagliato. Un imprenditore moderno difficilmente decide di investire capitali nel calcio basandosi unicamente sul “vantaggio dell’etica sportiva” o sulla rassicurazione che il suo impegno non si trasformerà in una perdita finanziaria. Nel mercato odierno, l’investitore esige pilastri aziendali granitici, che per la Samb si traducono in urgenze precise:
  1. Valori societari congrui e certificati: Una due diligence trasparente che quantifichi l’esatto valore del brand, dei beni immateriali e del parco giocatori, senza sovrastime.
  2. Impegni contrattuali in carico: Massima chiarezza sulla reale esposizione debitoria pregressa, sui contratti pluriennali in essere con tesserati, dipendenti e fornitori.
  3. Budget economici dettagliati: Business plan a medio-lungo termine che dimostrino matematicamente dove verranno allocati i ricavi delle sponsorizzazioni e come verranno coperti i costi operativi della gestione sportiva.
  4. Governance e regolamenti trasparenti: Il Südtirol funziona perché il CdA opera come quello di una multinazionale, regolato da uno statuto blindato. Per convincere il tessuto economico marchigiano a entrare in società, la Samb deve definire criteri di nomina dell’organo amministrativo chiari e meritocratici, togliendo spazio alla gestione “familiare” e introducendo regolamenti interni stringenti in termini di compliance e trasparenza finanziaria.

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