Campionato

Magi e la Samb: l'amore alla fine sboccia per davvero

Non c’è due senza tre? Stavolta il detto non si realizza, e così dopo due occasioni nelle quali Giuseppe Magi aveva sfiorato la panchina della Samb, senza essere scelto, stavolta tocca proprio a lui. L’allenatore pesarese torna ad allenare nelle sue Marche, e lo fa sedendosi sulla panchina di quello stadio che, a detta sua, lo ha sempre entusiasmato. Che il colloquio con la famiglia Fedeli era stato positivo lo avevamo capito dalla durata, oltre due ore di confronto nelle quali si sono tracciate le linee guida per la prossima stagione.

Pesarese, ex calciatore, Magi una volta appese le scarpette al chiodo tutto avrebbe voluto fare fuorchè l’allenatore, tanto che racconta: “Quando ho smesso di giocare la prima cosa che mi sono detto è stata la seguente, ‘Giuseppe non farà mai l’allenatore’. Perché? Semplice…Non voglio diventare matto! Mi spaventava troppo l’idea di dovermi confrontare quotidianamente con ventidue giocatori. Ne ero davvero convinto, fin troppo forse. Ma poi, ad un certo punto, nella vita di ognuno di noi passa un treno e lì abbiamo due alternative: o lo prendiamo con un pizzico di sana incoscienza, ci saliamo sopra e…’come va va, l’importante è averci provato’ oppure rimaniamo a terra, seduti”. 

E così dopo aver provato a star fuori dal calcio, lavorando anche come operatore ecologico, Magi si lancia nella carriera di allenatore. Nella sua Pesaro inizia con due campionati di Serie D sorprendenti, e da lì è una continua escalation fino all’esonero di Bassano. Due campionati di Serie D vinti (con Maceratese e Gubbio), i playoff di C conquistati al suo primo anno nel professionismo e l’unico neo in una carriera sempre positiva, quell’esperienza poco entusiasmante a Bassano. Adesso Magi è pronto a ripartire, e lo farà allenando una squadra che ha sempre ammirato…buona fortuna mister.

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