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Samb-Latina 1-1: un passo indietro

Mister D'Alesio stravolge la squadra e la imbriglia nelle sue teorie: al Riviera è solo 1-1.

La Sambenedettese pareggia 1-1 contro il Latina al Riviera delle Palme, strappando un punto che non cancella una prestazione decisamente opaca e priva di fluidità. I rossoblù di mister D’Alesio soffrono la forte pressione degli ospiti e la sfortuna negli episodi, riuscendo a raddrizzare il match solo nella ripresa grazie all’intervento del VAR (FVS)

Primo tempo da dimenticare per la Samb, che subisce fin da subito l’aggressività del Latina. Al 7′ gli ospiti passano meritatamente in vantaggio: De Cristofaro trafigge Krapikas con un gran destro al volo. I rossoblù appaiono slegati tra i reparti e incapaci di reagire, lasciando ampi spazi di manovra ai nerazzurri che sfiorano il raddoppio in più occasioni con Tomaselli e D’Angelo. L’unico timido squillo locale porta la firma di Tunjov, ma la sua conclusione è debole. Il duplice fischio arriva accompagnato dai fischi assordanti del pubblico di casa.
Nella ripresa il copione non cambia nei primi minuti, con il Latina pericoloso di testa con Bruscagin. Al 54′ D’Alesio tenta la carta dei cambi inserendo Marranzino e Candellori, seguiti dall’ingresso di Zini. La mossa dà i suoi frutti al 67′: su sviluppi di corner, Zini trova la via del gol. Inizialmente l’arbitro annulla per un presunto fallo in attacco, ma la revisione FVS corregge la decisione convalidando l’1-1 al 68′.
Il Riviera si accende e la Samb prova a spingere inserendo anche Stabile per aumentare il peso offensivo. Al minuto 87′ proprio Stabile cade in area di rigore: la panchina rossoblù spende la card per chiedere il penalty alla FVS, ma l’arbitro Colaninno, dopo il consulto, conferma la propria decisione. Nel finale (93′) il Latina manca la clamorosa palla del KO con Castorri, che calcia debolmente tra le braccia di Krapikas fermando il risultato sull’1-1 definitivo.

Commento Tecnico

Dopo la bella prestazione di Grosseto ci si aspettava una serie di importanti conferme, sia sul piano dell’assetto tattico sia per quanto riguarda l’impiego di quegli uomini che avevano saputo dettare un gioco fluido ed efficace. Invece, mister D’Alesio ha sorpreso tutti attuando uno stravolgimento importante della formazione titolare, una scelta che nei fatti ha rappresentato un evidente e preoccupante passo indietro per la Sambenedettese.
Il tecnico ha riproposto il medesimo modulo 4-2-3-1, ma con interpreti che ne hanno snaturato l’efficacia: Sgarbi ha agito da terzo d’attacco lasciando a Magnaghi il compito solitario di far alzare il baricentro offensivo, supportato da Tunjov sulla corsia destra. Le vere e proprie sorprese si sono viste però negli altri reparti, con l’inserimento in difesa di Perrotta nel ruolo di terzino al posto di Zini e la scelta di lanciare Plicco a centrocampo dal primo minuto al posto di Candellori.
L’idea tattica di partenza era quella di aspettare il Latina nella propria metà campo per poi provare a colpirlo sul fianco. Una strategia che sulla carta poteva avere una sua logica, ma che non ha fatto i conti con la scarsa dinamicità dei giocatori mandati in campo, i quali hanno sostituito proprio quegli elementi che fanno della brillantezza e del ritmo la propria arma migliore. Il risultato è stato una squadra priva dei tempi di giocata, in cui nessuno dei protagonisti sembrava sapere come gestire l’idea di gioco richiesta della panchina. A complicare ulteriormente le cose sono state le precise marcature preventive del Latina, che hanno letteralmente imbavagliato i rossoblù impedendo loro di cambiare le dinamiche dell’incontro per lunghi tratti.
Soltanto nella ripresa la situazione è parzialmente cambiata. I cambi operati dal tecnico e il calo fisico degli avversari hanno finalmente alimentato l’intraprendenza dei padroni di casa, che con orgoglio sono riusciti a raddrizzare la partita agguantando un pareggio che fino a quel momento era apparso alquanto problematico. Alla fine il verdetto del campo ha limitato i danni, ma resta l’impressione che stavolta mister D’Alesio abbia imbrigliato la squadra nelle sue stesse teorie, apparse decisamente troppo complesse e inopportune per il contesto.

D’Alesio voto 4,5

Pagelle giocatori:

Krapikas 6,5: Ancora una volta, oggetto del tiro al bersaglio degli avversari, in cui trai pali riesce sempre a districarsi nelle situazioni critiche. Prova anche nell’occasione del goal del Latina a mettere una pezza, senza successo. Troppo lento nelle ripartenze e soprattutto impreciso nei rilanci.

Perrotta 5: Sembrato un pesce fuor d’acqua nel ruolo di terzino. Arretra sempre  velocemente lasciando troppo spazio al suo uomo di turno. Male anche nella proposizione alle ripartenze con tempi alquanto macchinosi, ma non è colpa sua.

Pezzola 5: Un bradipo in difesa. Lento e impacciato nella costruzione dal basso, non ha mai trovato le giuste distanze per poter compattare la linea difensiva con il resto della squadra. D’Altronde il centrocampo non lo ha aiutato sicuramente.

Chelli 6: Tutto sommato più dinamico del compagno di reparto anche se penalizzato in molte situazioni, da una differenza di statura che hanno alimentato il buon gioco offensivo degli avversari. Impegno e forza non sono mancati, ma oltre questo non può fare.

Nicoli 5,5: Nel primo tempo sbaglia tutto quello che si può, in termini tattici ma anche sotto il profilo della marcatura. Si riscatta nel secondo, con diverse sgroppate delle sue che hanno alimentato il pareggio rossoblù.

Toure 6,5: Abbiamo perso il conto dei tanti palloni sradicati agli avversari. Fortuna lui, altrimenti sarebbe stata notte fonda anche oggi. Alla fine stremato dalla stanchezza commette qualche errore di troppo. Deve migliorare nei tempi e in qualche spunto offensivo che ancora non ha nelle corde.

.Plicco 4,5: La confusione regna sovrana. Non cava ragno dal buco in un gioco sembrato completamente disorganizzato anche per le sue giocate, frutto di iniziative isolate e soprattutto imprecise.

Piccoli 5: La melma tattica, ferma anche questo giocatore che ci aveva abituato ad un gioco fatto di velocità, inserimenti e capacità di appoggio. Oggi è mancato tutto questo.

Tunjov 4,5:  ha dato l’impressione di giocare a nascondino anziché incidere nella proposizione offensiva. Per tutta la partita ha subito la fisicità avversaria senza mai riuscire in giocate, per liberare i compagni.

Magnaghi 5: Da centrale solitario non va da nessuna parte. Il suo gioco limitato solo a fare sportellate con il difensore del Latina che ha avuto quasi sempre la meglio.

Sgarbi 5,5: Il terzo d’attacco in cui D’Alesio lo relega per tutto il primo tempo non ha qualificato certo le giocate dell’attaccante che conosciamo. D’Altronde lui ha dato il meglio di se partendo dal centro con il compito di cercare gli spazi sulla trequarti e alimentare il filtrante giusto.

Zini 6,5: Entra bene, sfruttando come meglio non poteva le sue doti nella fase offensiva. Realizza il gol del pari ma soprattutto l’unico che ha impensierito con i suoi inserimenti la retroguardia avversaria.

Stabile 5,5: subisce la prestanza avversaria, anche se con la sua profondità, tatticamente ha aperto qualche spazio in più.

Marranzino 5,5: Stavolta ala sinistra, dove però la sua voglia di fare si trasforma in molteplici errori che determinano un nulla di fatto. Di positivo, l’assist a Zini per il sospirato pareggio.

Candellori 6: Ce la mette tutta per cambiare la dinamica dell’incontro. La sua energia in questa squadra è indispensabile e se la Samb arriva a non subire, parte del merito è suo.

Arbitro 5,5: Il pareggio , merito dell’FVS che omette un errore colossale nel ravvisare un fuorigioco a tutti apparso subito inesistente.

 

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